Sicilia, Regionarie del Movimento 5 Stelle sospese dal giudice

C’è uno stop improvviso, nella corsa del Movimento 5 Stelle alla conquista della Regione Sicilia. Firmando un provvedimento cautelare il giudice Claudia Spiga ha sospeso le Regionarie del M5S in Sicilia rinviando la causa al 18 settembre per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei candidati classificatisi in posizione utile per entrare in lista.

 

 

 

 

“Il tribunale di Palermo ha sospeso le regionarie M5s in Sicilia vinte da Giancarlo Cancelleri dopo il ricorso dell’attivista escluso Mauro Giulivi. Il giudice Claudia Spiga ha rinviato la causa al 18 settembre per l’integrazione del contraddittorio nei confronti dei 62 candidati votati alle primarie e in quell’occasione il provvedimento verrà confermato o revocato. Giulivi, compagno della deputata nazionale Chiara Di Benedetto, è considerato vicino al parlamentare Riccarco Nuti sospeso dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta sulle firme false. L’attivista era stato escluso dalle regionarie per non aver firmato un documento che gli era stato sottoposto dal Movimento e dallo staff, ritenuto necessario per potersi candidare. E’ assistito dall’avvocato Lorenzo Borré, lo stesso che ha difeso la candidata genovese Marika Cassimatis dopo la sua esclusione dalle comunarie M5s.

 

 

“Il giudice”, ha spiegato all’agenzia Adnkronos l’avvocato di Giulivi, Lorenzo Borrè, “nell’ordinanza ha detto che sussiste il fumus boni iuris per la sospensione dei provvedimenti di esclusione della partecipazione di Mauro Giulivi dalle procedure di scelta di candidati dell’M5s alle elezioni regionali del 2017″ e di conseguenza “per la sospensione dell’efficacia esecutiva delle votazioni con cui sono stati scelti detti candidati”. Secondo l’avvocato Borrè, “in questo momento Cancelleri non può presentarsi come candidato M5s alla presidenza della regione Sicilia. Noi siamo molto soddisfatti. Il giudice ha individuato esattamente le irregolarità che hanno portato all’esclusione della candidatura di Giulivi, ovvero l’asserita pendenza di un procedimento disciplinare per un fatto che a nostro avviso non solo non costituisce illecito disciplinare ma che non è neanche previsto dall’attuale statuto come causa di esclusione della candidatura”.

 

Il 14 luglio scorso così Giulivi aveva dato la sua versione dei fatti con un post su Facebook. “Dapprima sono stato escluso dalla lista del M5s per le elezioni comunali di Palermo perché non mi ero potuto presentare a firmare il codice di comportamento dei candidati in quanto il preavviso di poche (due) ore -peraltro letto ad appuntamento scaduto – indicava un orario incompatibile con i miei impegni di lavoro. Ancora più singolare è l’essere esclusi, dopo, dalle regionarie del M5s per non aver partecipato alle precedenti comunarie; sembrerebbe una burla, se non fosse vero”. Poi continuava: “Credo fortemente nella legalità, principio a cui il m5s si è sempre ispirato distinguendosi in passato dagli altri partiti. La mia è stata un’esclusione illegittima, l’ho segnalata per tempo al movimento per le vie brevi ma con esito negativo e sono stato, quindi, costretto a rivolgermi alla giustizia. Spero così che si possa rimediare ad una vera e propria violazione del codice civile e dei miei diritti. Informo, per chi non mi conosce, che non ho alcuna intenzione di creare liste, partiti o di candidarmi con qualsiasi altra lista, pertanto ogni associazione con persone che hanno intrapreso un’altra strada è scorretta e strumentale e non mi riguarda”. E chiudeva: “Attendo quindi che venga riconosciuta tale palese ingiustizia e che si ripetano le votazioni online, questa volta senza discriminazione alcuna, perché noi del M5s siamo diversi, siamo trasparenti e perché ‘uno vale uno’”.”

Fonte: “il Fatto Giornaliero”

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