Brasile, il governo: “Battisti ha rotto il rapporto di fiducia con noi”

Cesare Battisti ha “rotto il rapporto di fiducia” con il Brasile. Lo ha detto il ministro della Giustizia del Paese sudamericano Torquato Jardim :”Ha cercato di uscire dal Paese senza una ragione precisa – ha spiegato -, raccontando che stava andando a comprare materiale da pesca. Ma ha rotto il rapporto di fiducia perché ha commesso un illecito e stava lasciando lo Stato, con denaro oltre il limite consentito, senza un motivo apparente”.

 

 

 

 

 

 

“Con una raffica di interviste, appelli e dichiarazioni, si consumano qui in Brasile le ultime battute della battaglia politico-diplomatica sul caso Battisti. Scendono in campo i pezzi grossi della maggioranza di governo, le figure di spicco di quella coalizione che reggono il potere del presidente Michel Temer. Parla il ministro della Giustizia e della Pubblica Sicurezza, Torquato Jardim, già consigliere del Tribunale Superiore Federale (TSF), fedelissimo dell’inquilino di Planalto e tra i più ascoltati consiglieri in materia giuridica.

 

“Cesare Battisti”, spiega in un’intervista alla Bbc Brasil, “ha rotto il rapporto di fiducia con il paese che lo sta ospitando. Ha cercato di uscire da Brasile senza una ragione precisa dicendo che stava andando a comprare materiale da pesca. In questo modo ha rotto quel rapporto di fiducia che si instaura sempre tra un ospite particolare come l’italiano e il paese che lo accoglie. Ha commesso un illecito. Stava andando in Bolivia con una somma di denaro superiore a quella consentita e senza un valido motivo apparente”.

 

João Doria, potente sindaco di San Paolo, figura emergente del PSDB, lo stesso partito di Temer e probabile prossimo candidato alla presidenza nelle elezioni dell’ottobre 2018, coglie l’occasione di una visita a Milano per esprimere una posizione netta sulla tumultuosa vicenda legata all’ex militante dei Pac. “Adesso”, chiarisce, “abbiamo un governo veramente democratico in Brasile. Non possiamo dare protezione ad un criminale. L’estradizione deve essere concessa e applicata”.

 

Cesare Battisti replica colpo su colpo. Da tre giorni concede brevi interviste. Solo a quotidiani e tv brasiliane. Lo fa con il contagocce, seguendo una strategia mediatica ben precisa. Parla al paese che lo ospita, quello che deve decidere il suo futuro. Due giorni fa aveva dichiarato che la sua eventuale estradizione equivaleva “ad una condanna a morte”. Oggi, dalla pagine di Folha de Sao Paolo, il quotidiano della capitale finanziaria ed economica del Brasile, si è scagliato contro l’Italia, definendola un “paese così arrogante”. Il nostro connazionale, latitante da 36 anni, condannato in via definitiva a due ergastoli per due omicidi e altri due per concorso in omicidio, dice che “in Italia sono convinti che sia un compito facile portarmi via da qui. Nei miei confronti c’è un chiaro atteggiamento di orgoglio e vanità”.

 

Per Battisti, la nuova richiesta di estradizione e la stessa operazione di polizia che aveva portato al suo fermo e successivo arresto, poi revocato da una seconda sentenza, “esiste un chiaro piano organizzato dalla nostra ambasciata su indicazione del governo italiano”. Si appella a Michel Temer e gli chiede di valutare bene prima di dare seguito alla domanda di estradizione. “Ha l’occasione, presidente”, afferma l’ex militante della galassia armata, “per compiere un grande atto di giustizia e umanità. Vorrei che prendesse coscienza profonda della situazione. Ha tutti gli strumenti giuridici e politici per fare un atto di umanità e lasciarmi qui in Brasile”.

 

La tela che unisce quella che le fonti brasiliane e italiane definiscono “una robusta maggioranza di consenso all’estradizione” inizia ad esprimersi pubblicamente. Le diverse prese di posizione e interviste non sono casuali. Sono un chiaro segnale, interno ed esterno, per far capire l’orientamento prevalente dei leader politici sul caso Battisti. Le premesse di una svolta conclusiva ormai imminente.”

Fonte: “la Repubblica”

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