Strage in Texas. Trump: “Ragione da ricercare nella follia di uno squilibrato”

Il presidente degli Stati Uniti commenta la strage che è costata la vita a 26 persone. Lʼautore della sparatoria, un 26enne rimasto ucciso, era stato congedato con disonore dallʼaeronautica.

“La sparatoria in Texas è stata compiuta da un individuo che aveva enormi problemi mentali, semplicemente uno squilibrato”. Lo ha detto il presidente Donald Trump in visita in Giappone. “Abbiamo molte problematiche di salute mentale nel nostro Paese, ma questa non è una situazione legata alle armi”, ha sottolineato. Il bilancio del massacro è di 26 morti. Il killer, ucciso dopo la sparatoria, si chiamava Devin Patrick Kelley, 26 anni, ex militare.

 

 

 

 

“Anche dal lontano Giappone, dove è in visita, la visione del presidente degli Stati Uniti Donald Trump sulle stragi che insanguinano il quotidiano americano non cambia. “Non è una questione di armi”, taglia corto il presidente quando, durante la conferenza stampa con il premier giapponese Shinzo Abe, qualcuno gli chiede del massacro nella chiesa battista di Sutherland Springs, Texas, 35 chilometri a est di San Antonio, dove un ex militare dell’aeronautica congedato con disonore ha scaricato il suo fucile d’assalto contro i fedeli, all’esterno e all’interno del luogo di culto, uccidendo 26 persone e ferendone almeno 24. Si sapeva della presenza nell’elenco delle vittime di Annabelle, figlia 14enne del pastore Frank Pomeroy. Oggi si apprende della scomparsa di sette persone di un’unica famiglia: una donna all’ottavo mese di gravidanza, uccisa con i suoi altri tre figli e i due suoceri.

 

Anche l’assassino è morto. Identificato come Devin Kelley, 26 anni, era stato cacciato dalla Air Force, dove aveva servito dal 2010 al 2014, per una storia di violenze in famiglia, contro la moglie e il suo bambino, come spiegato da un portavoce dell’areonautica militare. A parte questo squarcio sul passato del killer, nessuno aveva sin qui messo ufficialmente in dubbio la sua sanità mentale. Lo ha fatto Trump in persona, tra l’altro definito “squilibrato” appena ieri dalla Corea del Nord, senza offrire ulteriori dettagli. “Sulla base dei primi report, era uno squilibrato. Con tanti problemi per un lungo periodo di tempo”. Trump ha quindi aggiunto: “Abbiamo molti problemi di sanità mentale negli Stati Uniti, come accade in altri paesi. Ma in questo caso le armi non c’entrano”.

 

Fuggendo dalla scena del delitto, Kelley, secondo la ricostruzione delle autorità, è stato affrontato da un residente della zona, a sua volta armato. Più tardi, Kelley è stato ritrovato senza vita nella sua auto. Le armi non sono “il” problema per Trump, che infatti dal Giappone ha dofinito una “fortuna” che “qualcun altro aveva un’arma con cui sparare in direzione contraria. Altrimenti il bilancio non sarebbe stato così pesante: sarebbe stato anche peggiore”.

 

La presenza della persona della comunità di Sutherland Springs che ha ingaggiato lo scontro a fuoco con Kelley è confermata da Freeman Martin, direttore regionale del dipartimento di pubblica sicurezza del Texas. E c’è anche il racconto da Johnnie Langendorff, che con il suo camion si è messo all’inseguimento del killer che fuggiva in auto. Intervistato dal canale tv Ksat, Langendorff ha dichiarato di essersi trovato dalle parti della chiesa battista quando ha sentito gli spari, quindi di aver visto Kelley scambiarsi colpi d’arma da fuoco con un uomo che a un certo punto si è diretto verso di lui chiedendogli aiuto.

 

L’uomo, che il direttore Martin ha detto essere armato di un fucile Ruger semiautomatico, è salito a bordo del camion chiedendo a Langendorff di inseguire il killer. Mentre Kelley e il camion sfrecciavano lungo la vicina highway ad altissima velocità, le auto della polizia marciavano in direzione opposta, dirette verso la chiesa. Langendorff ha quindi detto di aver visto Kelley perdere il controllo della sua auto e schiantarsi. A quel punto l’uomo armato che era con lui è sceso dal camion e si è avvicinato, constatando che il killer non si muoveva più. La polizia è giunta sul posto dopo qualche minuto, rilevando sul cadavere i segni di ferite da arma da fuoco, non è chiaro se autoinferte con volontà suicida o conseguenza della precedente sparatoria.”

Fonte: “la Repubblica”

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