Elezioni, Grasso: “Difficile l’alleanza con M5Stelle”

Il presidente uscente del Senato sottolinea come a suo avviso “il M5S è in una fase di mutazione genetica e tende a rassicurare chiunque”.

Grasso ci tiene a ricordare che “in occasione del voto del 4 marzo” questo ha portato in Sicilia il 70 per cento dei siciliani a votare. Mentre, le Regionali hanno portato al voto neppure il 50 per cento degli elettori.

 

 

 

“   “Ho sempre detto che il M5S è in una fase di mutazione genetica e tende a rassicurare chiunque”. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, rispondendo a Palermo ai giornalisti che gli chiedono se Liberi e Uguali sia disponibile a un’alleanza con il M5S. “Ricordo da presidente del Senato diverse situazioni in cui sono stati ondivaghi – dice – Prima hanno detto sì alle unioni civili e poi no, lo stesso sullo ius soli o sull’euro. Insomma, non c’è chiarezza. Quindi, aspettiamo che queste posizioni corrispondano a dei segnali precisi da un punto di vista parlamentare e politico”, ha spiegato. Anche perché il presidente del Senato vuole raccogliere voti proprio fra i delusi del Movimento 5 Stelle e del Pd:  “Confidiamo sui delusi del Pd, su coloro che si astengono, nella speranza che si sveglino dal torpore e partecipino alle elezioni. Puntiamo anche su quella parte di elettori del Movimento cinque stelle di sinistra che, indignati, hanno aderito alla protesta votando però per il M5S”. Secondo Grasso, inoltre, “il Pd non appare più di sinistra,

lo ha dimostrato con atti di governo e parlamentari. Si è tentato di creare un dialogo, Pisapia ci ha messo un anno e poi addirittura ha abbandonato la politica”.

 

Grasso, inoltre, si augura che “in occasione del voto del 4 marzo” ci sia “lo stesso atteggiamento psicologico del referendum, che ha portato in Sicilia il 70 per cento dei siciliani a votare. Le Regionali hanno portato al voto neppure il 50 per cento degli elettori: spero che i cittadini si rendano conto della necessità di partecipare democraticamente alla costruzione futura del paese”. Grasso si presenta in conferenza stampa con Claudio Fava, che appena qualche giorno fa aveva preso le distanze da Leu: “Io e Fava – dice però il presidente del Senato – non abbiamo mai litigato, tra me e lui non c’è mai stato alcun problema. C’è stata una posizione presa da Claudio in un momento particolare ma il progetto politico ci vede insieme”. Poi c’è spazio anche per una marcia indietro dopo le parole di sabato su Palermo capitale della cultura (“Che se ne fa una città senz’acqua della cultura?”, aveva detto): “Sono felicissimo che Palermo sia la Capitale della Cultura 2018 – dice – i problemi legati all’acqua o ai rifiuti non c’entrano niente. Forse le mie parole sono state comunicate male… Tutti gli avvenimenti che quest’anno la vedranno protagonista mi vedranno certamente partecipe. I problemi dell’acqua e rifiuti sono distaccati da questo evento. Non si possono collegare le due cose, come è stato fatto da qualche organo di comunicazione”.

 

Poi il presidente del Senato – che definisce la Sicilia “emblema delle diseguaglianze sociali del Paese” – annuncia l’intenzione di “convocare il Consiglio di presidenza del Senato per attuare, se ci sono le condizioni, ancora una volta il tetto agli stipendi per il personale. Non c’è un ritardo, è una pausa prevista dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla base di eventuali e rinnovate esigenze. Certo adottare questo provvedimento a Camere sciolte è irrituale, ma penso che il Consiglio di presidenza del Senato, così come quello della Camera, possano valutare le reintroduzione dei tetti”. Per Grasso, però, il collegamento con gli stipendi d’oro dell’Ars di cui

aveva parlato il presidente del Parlamento regionale siciliano Gianfranco Miccichè non esiste: “Il collegamento tra Assemblea regionale e Senato – osserva – non ha trovato conferma nemmeno nelle sentenze della Corte Costituzionale. Questa sorta di connessione e’ qualcosa di non riconosciuto, che ha avuto tuttavia un momento di applicazione che scadeva il 31 ottobre”.   “

 

 

Fonte: “la Repubblica”

“. Lo ha detto il presidente del Senato, Pietro Grasso, rispondendo a Palermo ai giornalisti che gli chiedono se Liberi e Uguali sia disponibile a un’alleanza con il M5S. “Ricordo da presidente del Senato diverse situazioni in cui sono stati ondivaghi – dice – Prima hanno detto sì alle unioni civili e poi no, lo stesso sullo ius soli o sull’euro. Insomma, non c’è chiarezza. Quindi, aspettiamo che queste posizioni corrispondano a dei segnali precisi da un punto di vista parlamentare e politico”, ha spiegato. Anche perché il presidente del Senato vuole raccogliere voti proprio fra i delusi del Movimento 5 Stelle e del Pd:  “Confidiamo sui delusi del Pd, su coloro che si astengono, nella speranza che si sveglino dal torpore e partecipino alle elezioni. Puntiamo anche su quella parte di elettori del Movimento cinque stelle di sinistra che, indignati, hanno aderito alla protesta votando però per il M5S”. Secondo Grasso, inoltre, “il Pd non appare più di sinistra,

lo ha dimostrato con atti di governo e parlamentari. Si è tentato di creare un dialogo, Pisapia ci ha messo un anno e poi addirittura ha abbandonato la politica”.

 

Grasso, inoltre, si augura che “in occasione del voto del 4 marzo” ci sia “lo stesso atteggiamento psicologico del referendum, che ha portato in Sicilia il 70 per cento dei siciliani a votare. Le Regionali hanno portato al voto neppure il 50 per cento degli elettori: spero che i cittadini si rendano conto della necessità di partecipare democraticamente alla costruzione futura del paese”. Grasso si presenta in conferenza stampa con Claudio Fava, che appena qualche giorno fa aveva preso le distanze da Leu: “Io e Fava – dice però il presidente del Senato – non abbiamo mai litigato, tra me e lui non c’è mai stato alcun problema. C’è stata una posizione presa da Claudio in un momento particolare ma il progetto politico ci vede insieme”. Poi c’è spazio anche per una marcia indietro dopo le parole di sabato su Palermo capitale della cultura (“Che se ne fa una città senz’acqua della cultura?”, aveva detto): “Sono felicissimo che Palermo sia la Capitale della Cultura 2018 – dice – i problemi legati all’acqua o ai rifiuti non c’entrano niente. Forse le mie parole sono state comunicate male… Tutti gli avvenimenti che quest’anno la vedranno protagonista mi vedranno certamente partecipe. I problemi dell’acqua e rifiuti sono distaccati da questo evento. Non si possono collegare le due cose, come è stato fatto da qualche organo di comunicazione”.

 

Poi il presidente del Senato – che definisce la Sicilia “emblema delle diseguaglianze sociali del Paese” – annuncia l’intenzione di “convocare il Consiglio di presidenza del Senato per attuare, se ci sono le condizioni, ancora una volta il tetto agli stipendi per il personale. Non c’è un ritardo, è una pausa prevista dalla sentenza della Corte Costituzionale sulla base di eventuali e rinnovate esigenze. Certo adottare questo provvedimento a Camere sciolte è irrituale, ma penso che il Consiglio di presidenza del Senato, così come quello della Camera, possano valutare le reintroduzione dei tetti”. Per Grasso, però, il collegamento con gli stipendi d’oro dell’Ars di cui

aveva parlato il presidente del Parlamento regionale siciliano Gianfranco Miccichè non esiste: “Il collegamento tra Assemblea regionale e Senato – osserva – non ha trovato conferma nemmeno nelle sentenze della Corte Costituzionale. Questa sorta di connessione e’ qualcosa di non riconosciuto, che ha avuto tuttavia un momento di applicazione che scadeva il 31 ottobre”.   “

 

 

Fonte: “la Repubblica”

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