Museo Egizio, Franceschini e Renzi difendono il direttore: «È bravissimo». La Meloni: “Noi fraintesi”

“Noi le persone competenti come Cristian Greco, con esperienza internazionale e indipendenti le abbiamo chiamate a dirigere i musei italiani. Così il ministro della Cultura Dario Franceschini, su Twiter commenta le dichiarazioni degli esponenti di Fratelli d’Italia. Il comunicato stampa di FdI era stato:“Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell’anacronistico appello: una volta al governo Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del proprio programma culturale che prevede uno spoil system automatico al cambio del Ministro della Cultura per tutti i ruoli di nomina, in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica”.

 

 “Lo scontro sul Museo Egizio anima la campagna elettorale a tre settimane dal voto. Tutto nasce dalla frase di un comunicato diffuso domenica sera dall’ufficio stampa di Fratelli d’Italia: “Stiano tranquilli il direttore Greco e gli estensori dell’anacronistico appello (di solidarietà n.d.r.): una volta al governo Fratelli d’Italia realizzerà uno dei punti qualificanti del suo programma che prevede uno spoil system automatico al cambio del ministro della cultura per tutti i ruoli di nomina in modo da garantire la trasparenza e il merito, non l’appartenenza ideologica”. Nel mirino del partito di Giorgia Meloni il direttore del museo torinese, reo di aver promosso con sconti per tre mesi i torinesi che parlano arabo. “Un modo per favorire l’integrazione” aveva spiegato Greco. “Una iniziativa anti italiana” ha ribattuto Meloni, che la scorsa settimana ha avuto un botta e risposta con il direttore proprio davanti al museo. A far infuriare il partito di estrema destra l’appello di solidarietà a Greco scritto domenica e firmato dai dirigenti del ministero della cultura. Da qui la minaccia di Fratelli d’Italia di applicare nei confronti di Greco e dei direttori lo spoil system, cioè di cacciarli in caso di vittoria elettorale: “Stiano tranquilli Greco e gli estensori dell’appello” ecc..

La minaccia ha provocato dure reazioni: ”Il lupo perde il pelo ma non il vizio” ha twittato in serata il ministro della cultura Dario Franceschini che questa mattina, intervistato da Radio Capital, ha invitato “i moderati a reagire, la destra cavalca la paura”.  “Greco –  ha aggiunto Franceschini – è un direttore bravissimo, noi a fare i direttori dei musei abbiamo mandato persone competenti”. Solidarietà da Matteo Renzi: “Ha ragione Franceschini. Ho telefonato a Greco per esprimergli la mia solidarietà”. Scende in campo anche il presidente del Piemonte, Sergio Chiamparino: “Sono dichiarazioni di una gravità inaudita che tradiscono la natura intollerante di costoro. Sarebbe bene che i loro alleati in doppiopetto Berlusconiano si pronunciassero”. “Siamo alle purghe con l’olio di ricino”, commenta per LeU Nicola Fratoianni. A livello locale i Cinque stelle attaccano il partito di Meloni: “La cultura è un patrimonio universale e fa bene Greco a cercare di avvicinare le persone ad un patrimonio così importante”, dice l’assessora alla cultura del Comune, Francesca Leon. Solidarietà a Greco anche dalla deputata pentastellata Laura Castelli.

 

Nel centrodestra la vicenda crea imbarazzo. “Penso che la politica debba sempre fermarsi quando c’è di mezzo un tempio della cultura come l’Egizio”, dice Paolo Romani di Forza Italia. Anche dentro Fratelli d’Italia c’è chi non è d’accordo: “Se la minaccia fosse vera sarebbe una stupidaggine inaccettabile”, scrive su twitter il coordinatore nazionale del partito Guido Crosetto. Che poi aggiunge. “E’ una notizia inventata. Mai FdI sostituirebbe una persona se porta risultati veri. Non mi interessa di che partito è il chirurgo che opera mio figlio. Il nostro portavoce è stato mal interpretato”. E così in mattinata anche l’estensore del comunicato al centro della polemica, il responsabile nazionale della comunicazione di Fratelli d’Italia, Federico Mollicone, sposa la tesi della fake news: “Il mio comunicato era contro l’appello dei comitati scientifici del ministero. Non ho mai detto di voler cacciare nessuno”.

 

Più tardi arriva la smentita della diretta interessata, Giorgia Meloni: “Non ho mai detto che vorrei rimuovere il direttore del museo Egizio di Torino e tantomeno, come ho trovato scritto sui giornali, l’ho minacciato. Avró ben altro di cui occuparmi quando andrò al governo”. Quando il centrodestra sarà a Palazzo Chigi, precisa, “voglio occuparmi anche di liberare la cultura italiana dalla sistematica occupazione che ne ha fatto la sinistra, perché questa é un’iniziativa ideologica e stupida. Non ho mai detto di voler rimuovere qualcuno, queste sono cose che fa Renzi e la sinistra, noi che siamo di vedute più aperte queste cose non le facciamo”.

 

“Il direttore del museo Egizio – prosegue Meloni – vuole davvero dire che gli arabi devono scoprire e loro origini? Ma lo devo forse spiegare io al direttore che gli antichi egizi non erano arabi, casomai sono stati invasi da loro? È come fare una mostra sull’impero romano facendo i biglietti scontati agli Unni”. “Io contesto il fatto che gli sconti vengano fatti in modo discriminatorio – aggiunge – Contesto il fatto che si facciano sconti solo a chi ha un passaporto arabo, che si facciano con una pubblicità in arabo in Italia e con i soldi degli italiani e che si facciano per lo più mostrando una coppia di arabi con una donna velata, perché non é il nostro modello di difesa dei diritti della donna. Il direttore ci ha spiegato che loro fanno gli sconti anche a San Valentino per gli innamorati, ma noi non contestiamo lo sconto, ma lo sconto su base etnica. Ma cosa c’è di così strano? Se i Musei vaticani scegliessero di fare il biglietto scontato solo per i cristiani il ministro Franceschini non la prenderebbe benissimo. È discriminazione e mi stupisce che tutta la sinistra difenda un’iniziativa discriminatoria come questa”.

 

Anche Roberto Rosso di Udc, Noi con l’Italia e capolista sul proporzionale della Camera a Torino, si smarca dall’alleato Fratelli d’Italia sulla vicenda del Museo Egizio: “Non si fanno editti bulgari sui funzionari pubblici. Se il direttore Greco non sarà all’altezza del suo ruolo se ne occuperà il nuovo governo, ma non si fanno editti – dichiara – Noi siamo il centrodestra moderato che non racconta frottole. È assurdo arrivare a dire cose così estreme come fanno alcuni alleati”.

 

 

Fonte: “la Repubblica”

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