Consultazioni: al via il secondo giro. Alla prova dialogo Lega-M5s

Clima fiducioso questa mattina al Quirinale dove è iniziato il secondo giro di consultazioni. La sensazione che si registra in attesa dei colloqui con i “big” di questo pomeriggio (Pd, Centrodestra e Lega) è di movimento tra le forze politiche.   Il presidente della Repubblica sembra intenzionato ad accelerare per forzare i partiti a una intesa.

 

 

 

 

“  Mattarella, negli incontri della mattinata con gruppo delle autonomie, gruppi misti e Leu, ha espresso le sue preoccupazioni per i venti di guerra che soffiano di nuovo, e ha spiegato alle delegazioni che serve “un governo nella pienezza delle sue funzioni”.

 

Anche appunto per affrontare l’emergenza internazionale, che può riguardare il nostro paese se gli aerei americani partiranno da Aviano e Sigonella. “Non ci vuole molta fantasia – ha detto ai giornalisti la senatrice Juliane Unterberger, a capo del gruppo delle Autonomie – per immaginare le preoccupazioni del capo dello Stato per l’escalation militare e le reazioni delle forze politiche italiane”.

 Da Pietro Grasso – leader di Leu che ha chiuso gli incontri della mattinata, e si riprende alle 16.30 col Pd – un no ad un intervento militare in Siria, ” il contesto internazionale e nazionale non ci consente di valutare l’impiego di missili o bombe. Il governo venga a riferire con urgenza in Parlamento”.

 Dal pomeriggio si entra nel vivo, con i gruppi maggiori. Alla fine dell’incontro con Luigi Di Maio, che sale al Colle alle 18.30, il presidente Mattarella si riunirà con il suo staff per una analisi del primo giorno di consultazioni.

 

L’ipotesi più forte è un preincarico di governo per uno dei duellanti, Salvini o Di Maio. In campo anche la possibilità di un mandato esplorativo per la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati (favorita rispetto al presidente della Camera Roberto Fico). Sullo sfondo, ancora, l’idea di affidare l’incarico ad una figura  “terza” rispetto ai due aspiranti premier.

 

Domani all’ora di pranzo, alla fine degli incontri, il presidente Mattarella uscirà nella Loggia d’Onore ad annunciare le sue determinazioni.Il capo dello Stato, oggi pomeriggio con l’arrivo nel suo studio dei partiti maggiori, vuol sapere come stanno davvero le cose.

 

Di fronte infatti al valzer dei veti incrociati, Mattarella non aspetterà a lungo per giocare le sue carte. Certamente non fino alle regionali in Molise (22 aprile) e in Friuli (29 aprile), come piacerebbe alla Lega e anche ai grillini convinti di uscire rafforzati dal voto.

 

Il capo dello Stato del resto non intende nemmeno attendere e farsi condizionare “da appuntamenti interni che riguardano la vita dei partiti”. Con riferimento, in questo caso, all’altro fronte, quello del Pd.

 

L’ala renziana dei democratici, attestata sull’Aventino, lascia intendere difatti che qualcosa potrebbe cambiare soltanto dopo l’assemblea nazionale del partito, convocata per il 21 aprile per eleggere il nuovo segretario. Tutto stoppato dal Colle, che non intende stare a guardare mentre al Nazareno si fanno la guerra: il Pd dica adesso, nello Studio alla Vetrata, se conferma o meno la linea del no a qualunque intesa per il governo.

 

Liberi e uguali. All’uscita dallo studio di Mattarella è l’ex  presidente del Senato Piero Grasso a prendere la parola: “Al presidente Mattarella abbiamo ribadito la nostra posizione: bisogna uscire dai personalismi e cominciare a trattare i temi più urgenti del Paese: la tutela del lavoro e la lotta alla povertà, il welfare e i diritti civili. Quanto all’economia aspettiamo la presentazione del Def. Su questi punti siamo disponibili a ogni confronto e dialogo”.

 

Il gruppo Autonomie. Ha aperto le danze il gruppo delle Autonomie del Senato: “Preoccupati per la crisi siriana. Abbiamo detto al presidente della Repubblica che serve presto un governo nella pienezza delle sue funzioni. Ancorato all’Europa”. Un riferimento alle posizioni di chi invece, come la Lega, si schiera con Putin.

Il gruppo misto. Per il gruppo misto del Senato, le dichiarazioni spettano a Riccardo Nencini e Emma Bonino: “Tocca ai partiti del centrodestra, che hanno avuto più voti, incarico di governo. Presentino al presidente della Repubblica non solo un programma ma anche una maggioranza parlamentare, se in grado di farlo”.

 

Per il socialista Nencini, a capo del Gruppo misto del Senato,  serve una “accelerazione” nella soluzione della crisi, “non bisogna aspettare le elezioni  regionali, anche per la crisi siriana, ma uscire dalle schermaglie”. Emma Bonino, di + Europa,  chiude a qualunque sostegno a governi, “staremo all’opposizione di un esecutivo Lega- 5Stelle”. Il centrodestra “ha il diritto e direi la responsabilità e il dovere di provare a costruire una maggioranza, poi vedremo con quali risultati”.

 

La leader di +Europa  indica tre punti chiave: “la tenuta dei conti pubblici, la questione europea con l’Italia che deve essere protagonista con Germania e Francia di una difficile discussione sul futuro e smettere di usare l’Europa come capro espiatorio di difficoltà interne”. E infine la Siria, “con Italia senza ondeggiamenti nel rispetto della Alleanza atlantica. Si apra un confronto, vedremo se intervento militare o meno. C’è anche la soluzione del ricorso al tribunale penale internazionale”.

 

L’agenda. Alle 10.30, nello studio del presidente è salito il gruppo Misto del Senato, seguito alle 11 dai deputati riuniti nel Misto della Camera. Alle 11.30 è toccato al gruppo Liberi e Uguali, al primo giro salito al Colle nel gruppo misto (ha ottenuto nel frattempo la deroga dal presidente della Camera a fare gruppo a sé, anche se solo con 14 deputati).

 

Oggi pomeriggio sarà certamente il momento più importante di questo secondo giro di consultazioni. Nello studio della Vetrata le forze politiche più consistenti: alle 16.30 il Partito democratico, alle 17.30 l’intera coalizione di centrodestra con Lega-FI-FdI. A chiudere la giornata, alle 18.30, il Movimento 5 Stelle che è il partito più forte (il centrodestra infatti in Parlamento è diviso in tre diversi gruppi).

 

Domani la seconda giornata di consultazioni inizia alle 10.30 con il presidente emerito della Repubblica Giorgio Napolitano. Seguiranno gli attuali presidenti di Camera e Senato, rispettivamente Roberto Fico alle 11.15 ed Elisabetta Alberti Casellati alle 12. Una mattinata che si chiuderà con una dichiarazione dello stesso presidente della Repubblica Sergio Mattarella davanti ai giornalisti.  “

 

 

Fonte: “la Repubblica”

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