Piazza S. Carlo, 8 magrebini arrestati: “Spray urticante per derubare tra la folla”

Uno spray urticante spruzzato tra la folla per derubare i presenti. Fu questo a scatenare il panico a piazza San Carlo a Torino la sera del 3 giugno scorso durante la finale di Champions League tra Juventus e Real Madrid.

Per la vicenda questa mattina sono state arrestate otto persone – tutte maggiorenni e di origine magrebina – accusate di aver provato a rapinare i tifosi, creando la calca in cui morì una donna e migliaia di persone rimasero ferite. Il gruppo sarebbe stato identificato attraverso delle intercettazioni nell’ambito di un’altra indagine in cui si parlava di una collanina rubata in piazza

 

 

 

 

   “Operazione della questura e della procura di Torino contro le persone sospettate di avere scatenato il panico in piazza San Carlo il 3 giugno 2017 durante la proiezione su maxi schermo della finale di Champions League. Si tratta di otto maggiorenni magrebini di seconda generazione, quindi italiani a tutti gli effetti, per le quali si sta procedendo all’arresto.

Secondo quanto si apprende, si tratta di un gruppo che avrebbe già messo a segno rapine analoghe spruzzando dello spray urticante. A coordinare le indagini sono i pm Antonio Rinaudo e Vincenzo Pacileo e il procuratore Spataro, che dice: «Quelli del 3 giugno erano e sono fatti rilevanti per tutta la città. Rendiamo onore al ricordo di Erika Pioletti. Siamo giunti dal nostro punto di vista a una conclusione. Ciò significa che le indagini si sono concluse in tempi brevissimi: poco più di otto mesi. I risultati, la cui bontà sarà valutata dai giudici, è frutto di un lavoro di squadra». Poi continua: «Manifesto il mio apprezzamento per l’ atteggiamento istituzionale del sindaco di Torino e altri indagati. Non é frequente trovare un rispetto di questo tipo. E va apprezzato chi sceglie di difendersi nel processo e non dal processo».

Il gruppo è stato individuato grazie alle intercettazioni telefoniche nel corso di un’altra indagine: stavano parlando di una collanina, rubata in piazza, del valore di diverse centinaia di euro.

È stato Sohaib Bouimadaghen, 19 anni, origini marocchine ma nato a Ciriè, residente a Torino, a confessare tutto e a fare i nomi di alcuni sui compagni, i complici della banda. A suo carico c’erano già pagine e pagine di intercettazioni telefoniche. E lui, interrogato nella notte dopo il fermo di polizia, alla fine ha ammesso le sue responsabilità.

«Non conosco i dettagli dell’operazione, ma da quel che ho potuto capire mi pare che si sia trattato di un lavoro investigativo straordinario». Così il procuratore generale del Piemonte, Francesco Saluzzo, in merito al blitz della polizia che ha portato in carcere le persone sospettate di avere scatenato il panico in piazza San Carlo.

 

Il magistrato si è complimentato con il questore, Francesco Messina, e con i colleghi della procura presso il tribunale che hanno coordinato l’inchiesta. «Un’indagine complessa – dice – e condotta in modo molto intelligente».

«Per noi non cambia nulla: Erika, purtroppo, non ce la restituisce più nessuno». Angelo Rossi commenta così l’arresto dei presunti responsabili del caos di piazza San Carlo, lo scorso 3 giugno, in cui morì la nipote di 38 anni, Erika Pioletti. «Gli arresti? Lo apprendo ora da voi – ribadisce – ma non cambia nulla. A giugno saremo a Torino, con i genitori di Erika, per la posa di una targa ricordo» “.

 

 

Fonte: “la Stampa”

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