Mancini: “Riporterò l’Italia in alto. Parlerò con Balotelli”

“Voglio essere un ct perbene e riportare l’Italia sul tetto del mondo e d’Europa. Questo era il momento più adatto per questa scelta. Parlerò e chiamerò Balotelli. Ci sono tanti giocatori di qualità”. Così il nuovo ct azzurro Roberto Mancini durante la presentazione a Coverciano.

”Allenare la Nazionale è motivo di orgoglio per chiunque. penso sia il momento giusto per me. Il periodo è difficile e molto va fatto. Ho pensato che questo potesse essere il momento giusto”, ha aggiunto.

 

 

“   Quarantacinque minuti di conferenza: mezza partita di quelle che Roberto Mancini “giocherà” da c.t. della Nazionale. La sua Nazionale: un sogno che si avvera, ha detto. E il commissario della Figc Roberto Fabbricini, aprendo la sua prima conferenza stampa nel nuovo ruolo, ha spiegato che “la scelta è stata determinata dal fatto che tutti i fattori che ritenevamo necessari si assommano nel nome di Roberto Mancini, che ringrazio per essersi dimostrato così innamorato di questa scelta. Anzitutto una voglia smisurata di sedersi su questa panchina, una forte spinta interiore di occupare una panchina così storica. E’ persona di grande competenza tecnica, forse la soluzione migliore fra le migliori. E poi serviva attenzione all’impegno finanziario della Figc. Tirate le somme abbiamo ritenuto Mancini la persona più adatta. E’ stato un grande calciatore, e non guasta, e ha avuto panchine importanti, ha vinto trofei ovunque ha allenato. E ha fatto una rinuncia importante anche a livello economico, interrompendo il rapporto con lo Zenit: anche questo è significativo”

LE PRIME PAROLE — Poi è toccato a lui, Mancini. Pensieri e parole in libertà, in attesa di tuffarsi, la prossima settimana, nella sua nuova avventura. Tre amichevoli in otto giorni: comincerà a San Gallo, il 28, con l’amichevole contro l’Arabia Saudita, poi in rapida successione Francia (1 giugno) e Olanda (4): “Sono abbastanza emozionato: diventare ct. della Nazionale non è così banale. Ringrazio i commissari, Michele Uva e Lele Oriali, che mi hanno fatto sentire che mi volevano al cento per cento. E’ stata una scelta facile: sono orgoglioso, ho messo piede per la prima volta a Coverciano nel 1978, con l’Under 14, tornarci da c.t. mi rende felice, anche per i miei genitori, penso possano essere orgogliosi. Ringrazio tutti gli allenatori avuti da giocatore, che mi hanno aiutato per la crescita anche da allenatore”.

 

 

Fonte:”Gazzettadello Sport”

 

 

 

 

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