Migranti, Salvini: “Altre due navi ong in arrivo, si scordino i porti italiani”

“Due navi di Ong spagnole sono tornate nel Mediterraneo in attesa del loro carico di esseri umani. Risparmino tempo e denaro, i porti italiani li vedranno in cartolina”. Così Matteo Salvini ribadisce su Twitter e Facebook il suo no all’apertura dei nostri scali alla nave spagnola “Proactiva Open Arms”, che si trova attualmente in zona Sar (Search and rescue) davanti alla Libia; e che, secondo il monitoraggio del sito Marine Traffic, è seguita a breve distanza dallo yacht Astral, della stessa organizzazione non governativa.

 

 

 

    “Non arretra di un passo. Il ministro dell’Interno italiano, Matteo Salvini, prosegue sulla linea dura e annuncia dai suoi profili social: “le due navi di Ong  spagnole che sono tornate nel Mediterraneo in attesa del loro carico di esseri umani. Risparmino tempo e denaro, i porti italiani li vedranno in cartolina”.  Nelle scorse settimane Salvini – in visita al centro di accoglienza per migranti di Pozzallo –  aveva annuciato l’intenzione di incontare il pm Carmelo Zuccaro, il capo della procura catanese che aveva indagato su presunte collusioni tra Ong e trafficanti di esseri umani perché, aveva sottolineato, “nessuno mi toglie dalla testa che c’è un business sui bambini che poi muoiono. E questo mi fa molto arrabbiare”. Lo scontro con le Ong era comunque nell’aria. Nei giorni scorsi Msf si era detta pronta, quando servirà, a tornare in alto mare. E lo stesso ha fatto ieri la Open Arms, sfidando direttamente il Viminale: “Astral, in missione di osservazione, torna nella zona di salvataggio – hanno annunciato gli spagnoli guidati da Oscar Camps – anche se l’Italia chiude i porti, non può mettere porte al mare. Navighiamo verso quel posto dove non ci sono clandestini o delinquenti, solo vite umane in pericolo. E troppe morti sul fondo”. Una dichiarazione che aveva scatenato l’immediata reazione del ministro leghista. “Le navi Ong che stanno tornando in acque libiche risparmino tempi fatica e denaro perché in Italia non ci arrivano”. Nel recente viaggio in Russia, Salvini ha detto che nella riunione di domani a livello europeo va ridiscusso l’accordo ‘Sophia’ (che prevede tra l’altro l’uso dei porti italiani per gli sbarchi dei migranti da parte delle navi che partecipano alle missioni internazionali) e ha chiesto al governo di Putin di collaborare alla lotta al traffico di esseri umani. precisando che i migranti che arrivano a bordo delle carrette del mare “non sono naufraghi, ma è una tratta di essere umani, un business organizzato dalle mafie”. Il ministro dell’Interno ha anche ribadito che l’obiettivo del nuovo esecutivo rimane sempre lo stesso: “Salvare, soccorrere, nutrire e riportare dove sono partite queste imbarcazioni”. Intanto, “per il momento”, è già una “vittoria” riuscire a “ricollocare, bloccare le Ong, rivedere le missioni internazionali”. Oltre, ovviamente, ad aiutare la Libia “a garantire i diritti umani e raccogliere nei Paesi africani le domande di asilo fondate”. Dal profilo twitter, a sua volta la Ong Proactiva Open Arms – rilancio l’articolo de “Elperiodico” dove si rileva che il ministro Salvini ha negato l’accesso all’imbarcazione umanitaria ai porti italiani. Il quotidiano parla di divieto per coloro che tentano di arrivare in Europa in modo illegale e spiega che non è la prima volta che Salvini parla di porti chiusi per le navi – che senza scopo di lucro – salvano vite umane nel Mediterraneo centrale. Salvini: o si ragiona su Libia come porto sicuro o saremo costretti a muoverci da soli Il ministro dell’Interno – incassando parere negativo da Bruxelles – ha avanzato la proposta di modificare il dispositivo Frontex e di considerare la Libia come porto sicuro. Ma replicano compatti i partner Ue – “non lo è”. E l’Alto Commissario Ue per la Sicurezza, Federica Mogherini ricorda: “La decisione rispetto al fatto che i porti libici non siano porti sicuri è della Corte europea dei diritti dell’uomo, quindi puramente giuridica”. Salvini a sua volta replica che c’è molta ipocrisia sulla LIbia e che se non arriveranno risposte concrete “saremo costetti a muoverci da soli”. Nel weekend, almeno 158 migranti sono stati soccorsi al largo della costa nord libica Secondo un comunicato pubblicato dalla Marina libica, citato dall’agenzia di stampa turca Anadolu, i migranti sono stati recuperati in mare al largo della città di Al-Khoms, situata a est della capitale Tripoli .”  

 

 

Fonte: “RaiNews”

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