Sergio Marchionne è morto. Addio al manager che cambiò definitivamente Fiat

Addio a Sergio Marchionne. Il manager FCA è morto a Zurigo, nella clinica dove era ricoverato da fine giugno. Accanto a lui la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyler. Ha detto John Elkann annunciando la morte dell’ex ad di Fca: “Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore”.

 

 

 

 

 

“    Sergio Marchionne è morto. La notizia è arrivata questa mattina dopo giorni di silenzio in cui poco o nulla è trapelato dall’ospedale di Zurigo dove l’ex ad della Fiat era ricoverato dal 28 giugno scorso. Sessantasei anni compiuti a giugno, il manager in pullover o il bulldozer in pullover come lo chiamavano a Torino, era stato ricoverato per sottoporsi a un’intervento alla spalla. Accanto a lui, come nei giorni scorsi, la compagna Manuela Battezzato e i figli Alessio e Tyle . Sabato scorso l’azienda aveva comunicato “con profonda tristezza” l’aggravarsi improvviso delle condizioni di salute del manager italo-canadese per le “complicazioni inattese” dopo l’operazione chirurgica, che secondo indiscrezioni sarebbe avvenuto nello scorso 28 giugno. Si era quindi parlato di condizioni “irreversibili” fino all’annuncio di oggi. Sempre sabato, convocati d’urgenza, i cda della galassia Agnelli avevano provveduto a sostituire Marchionne nei vari incarichi ricoperte. Al suo posto è a.d. di Fca, Mike Manley, l’ex capo di Jeep, mentre come ceo di Ferrari è stato scelto Luis Camilleri, per anni numero uno di Philip Morris International. Il primo saluto all’”uomo” e all’”amico” arriva da John Elkann. In una nota al presidente di Fca: “È accaduto, purtroppo, quello che temevamo. Sergio, l’uomo e l’amico, se n’è andato”.

 

 

Intanto l’Ospedale Universitario di Zurigo continua a mantenere una coltre impenetrabile di riserbo sulle ultime ore di vita di Sergio Marchionne, la cui degenza non è peraltro mai stata confermata. Una portavoce della struttura ha comunicato di non poter dare nessun tipo di informazione sulla vicenda. Alla domanda su quando sia avvenuto il decesso è stato replicato allo stesso modo anche se, verso le ore 11, un elicottero rosso del Soccorso Svizzero è stato visto abbandonare l’Ospedale che sorge sulla collina di Zurigo, senza peraltro essere stato visto arrivare prima. A quanto si era appreso, fino a poco prima delle 10, le condizioni di Sergio Marchionne era “gravi e stabili” e così si sarebbero mantenute fino all’ultimo.

 

“Decesso naturale” – Dopo l’intervento alla spalla di fine giugno, ha avuto delle complicazioni “inattese e improvvise” che lo hanno portato a un arresto cardiaco. Secondo quanto si apprende, Marchionne è stato poi portato in rianimazione ma non dipedendeva in maniera sistematica dalle macchine, che gli erano da supporto. Il manager italo-canadese ha avuto poi un ulteriore arresto cardiaco che lo ha portato a un decesso naturale. Secondo fonti vicine alle famiglia, l’operazione alla spalla non era per un tumore.

 

 

John Elkann: “Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti” – “Penso che il miglior modo per onorare la sua memoria sia far tesoro dell’esempio che ci ha lasciato, coltivare quei valori di umanità, responsabilità e apertura mentale di cui è sempre stato il più convinto promotore”, aggiunge Elkann. “Io e la mia famiglia gli saremo per sempre riconoscenti per quello che ha fatto e siamo vicini a Manuela e ai figli Alessio e Tyler”, afferma ancora l’a.d. e presidente di Exor, la holding della famiglia Agnelli che conclude: “Rinnovo l’invito a rispettare la privacy della famiglia di Sergio”.  “Sergio era un uomo speciale”, ha detto Mike Manley, nuovo amministratore delegato di Fca aprendo la conference call. Malnley, al debutto davanti agli analisti finanziari, ha chiesto un minuto di silenzio prima di presentare i conti del secondo trimestre 2018. Al suo fianco il direttore finanziario del gruppo Richard Palmer.

 

Un minuto di silenzio in Parlamento – La notizia della scomparsa del manager è arrivata anche nelle aule del Parlamento tanto che i deputati, impegnati nei loavori sul decreto dignità hanno deciso di ossequiare Marchionne con un minuto di silenzio nelle Commissioni Lavoro e Finanze della Camera. Il minuto di silenzio è stato chiuso con un applauso.

 

 

Mattarella: “Pagina importante dell’industria italiana” –  In mattinata, a poche ore dalla comunicazione ufficiale della morte dell’ex ad Fiat, arriva anche il cordoglio del Presidente della Repubblica: “Marchionne ha scritto una pagina importante nella storia dell’industria italiana”. “La sua visione ha sempre provato a guardare oltre l’orizzonte e immaginare come l’innovazione e la qualità potessero dare maggiore forza nel percorso futuro. Marchionne ha saputo testimoniare con la sua guida tutto questo, mostrando al mondo le capacità e la creatività delle realtà manifatturiere del nostro Paese”, così Sergio Mattarella ricordando la figura di Sergio Marchionne.

 

“La notizia della scomparsa” “lascia un vuoto in tutti coloro che ne hanno conosciuto e apprezzato le qualità umane, intellettuali, professionali. Desidero in questo momento anzitutto esprimere – afferma il presidente Mattarella – il mio sentimento di vicinanza ai suoi familiari, e a quanti erano a lui più legati nella vita e nel lavoro. Marchionne ha scritto una pagina importante nella storia dell’industria italiana. Nella sua responsabilità di leader della Fiat ha attraversato anni di trasformazioni assai profonde e radicali dei mercati, dei sistemi di produzione, delle strategie finanziarie, delle relazioni sindacali. Ha assicurato continuità e rilancio fino a costruire una nuova aggregazione, a dar vita a una nuova più grande realtà per sostenere la competizione. Marchionne – conclude Mattarella – non ha mai rinunciato a battersi per le proprie strategie, ad affrontare difficoltà e conflitti, a superare incomprensioni.

 

 

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte in una nota esprime “il cordoglio mio e di tutto il governo per la scomparsa di Sergio Marchionne. Le mie sentite condoglianze alla sua famiglia e a tutti i suoi cari”, conclude. Pensiero a cui si unisce anche il vicepremier e ministro dell’Interno Matteo Salvini: “Onore a un uomo che ha fatto tanto e avrebbe potuto fare ancora molto. Un pensiero ai familiari di Sergio Marchionne e un augurio a chi ha l’onore e l’onere di prendere il suo posto”.

 

Tra i primi a salutare per l’ultima volta il manager morto questa mattina è stato l’ex premier Paolo Gentiloni in un tweet: “Marchionne Grazie per il lavoro, la fatica, i risultati. E per l’orgoglio italiano portato nel mondo”. Nella corsa all’addio anche Matteo Renzi che sempre sui social affonda: “Provo disgusto per chi ancora oggi ha insultato sui social un uomo che stava morendo”. Poi  il senatore Pd conclude con “un abbraccio affettuoso alla famiglia di Sergio Marchionne. La terra gli sia lieve”. Con Sergio Marchionne l’Italia perde non soltanto il più brillante dei suoi manager, ma una delle figure simbolo del nostro Paese”. Chi parla è Silvio Berlusconi che ricorda: “Dissi una volta, senza avvertirlo prima -e non me ne sono mai pentito- che mi sarebbe piaciuto vederlo alla guida del nostro Paese. Lo penso ancora: le caratteristiche di una persona straordinaria come Marchionne, la competenza, la preparazione, la capacità dimostrata di ottenere risultati importanti, sarebbero state preziose -se fosse stato disponibile- per ridare dignità alla politica”.

 

 

Cgil: “Duro negoziatore” –  La segreteria della Cgil “esprime alla famiglia e alla compagna di Sergio Marchionne il suo cordoglio e quello di tutta la confederazione”. Marchionne, “cui è sempre andata la stima della Cgil, ha l’indubbio merito di aver salvato un’azienda morente. Uomo di grande intelligenza e capacità manageriale”, si legge in una nota, “duro negoziatore, bravo organizzatore, non ha però saputo né voluto indirizzare l’azienda al dialogo e alla collaborazione con una parte importante dei lavoratori italiani”, praticando “la divisione sindacale”.

 

Anche gli operai dello stabilimento Fca di Pomigliano d’Arco e del reparto logistico di Nola, si fermeranno dieci minuti in segno di ”vicinanza e raccoglimento” per la morte dell’ex amministratore delegato. La notizia è giunta in fabbrica mentre i lavoratori erano impegnati nel primo turno di lavoro, facendo calare il più totale silenzio nei reparti. Alcune tute blu, raccontano che la notizia ha fatto subito il giro dello stabilimento, con voci che si rincorrevano da reparto in reparto, e poi è calato “un silenzio surreale”.

 

 

La stampa internazionale –   La notizia della morte di Sergio Marchionne ha fatto immediatamente il giro del mondo, rimbalzando in pochi minuti sui siti dei principali media mondiali.

“Sergio Marchionne, che ha fuso la Fiat con la Chrysler, è morto”, questo il titolo di apertura del Wall Street Journal. “L’ex boss della Fiat Marchionne é morto a 66 anni”, gli fa eco la Bbc online nel suo titolo. “Sergio Marchionne, che ha salvato la Fiat e la Chrysler, é morto”, titola il Washington Post.  Nella home page del suo sito, il quotidiano spagnolo El Pais definisce Marchionne “l’uomo che salvò la Fiat” e anche l’edizione online del quotidiano francese Le Monde pubblica la notizia nella sua home page.  “Sergio Marchionne, il salvatore della casa automobilistica Fiat, muore all’età di 66 anni”, titola invece il quotidiano britannico Guardian. “Sergio Marchionne, il mago del clan Agnelli è morto”: questo il titolo pubblicato sulla home page di Les Echos, il grande quotidiano economico della Francia.   “

 

 

 

Fonte: “Fatto Quotidiano”

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